Questa volta è diverso

Alcuni cambiamenti non iniziano quando cambia la tua vita. Iniziano quando cambi il modo in cui la guardi.

Siamo abituate a immaginare i grandi cambiamenti come qualcosa che accade fuori.

Un nuovo lavoro.
Una relazione.
Una casa.
Un figlio.

Pensiamo che siano gli eventi a cambiare la nostra vita.

Ma con il tempo ho compreso una cosa diversa.

I cambiamenti più profondi iniziano molto prima.

Iniziano nel momento in cui smetti di guardare quello che vivi con gli stessi occhi di sempre.

Perché puoi continuare ad avere la stessa vita, le stesse persone intorno, gli stessi problemi, eppure qualcosa dentro di te inizia a spostarsi.

E da quel momento non riesci più a tornare indietro.

Esistono momenti che segnano un prima e un dopo

Ad agosto nascerà Amelia.

E so che questo rappresenterà un passaggio importante della mia vita sotto ogni punto di vista.

Non perché cambieranno solo le mie giornate.

Cambierà il modo in cui guarderò tante cose.

Cambieranno priorità, prospettive, significati.

E se guardo indietro nella mia vita, mi accorgo che c’è stato un altro momento che ha avuto un impatto enorme su di me:

il DNA Base.

Ovviamente in modo diverso.

Ma con la stessa forza con cui alcune esperienze ti fanno attraversare una porta e ti fanno accorgere che, una volta passata, non guardi più le cose nello stesso modo.

Il DNA Base non ha cambiato solo ciò che facevo

Quando le persone pensano alla crescita personale, spesso pensano ad aggiungere qualcosa:

più informazioni,
più libri,
più corsi,
più comprensione.

Anch’io per un periodo l’ho fatto.

Pensavo che capire fosse sufficiente.

Pensavo che bastasse diventare più consapevole.

Poi ho capito una cosa molto scomoda:

la consapevolezza da sola non cambia una vita.

Perché puoi comprendere perfettamente perché vivi certe dinamiche.

Puoi sapere perché hai paura.

Puoi riconoscere i tuoi schemi.

Eppure continuare a vivere le stesse situazioni.

Per me il DNA Base non ha cambiato soltanto quello che facevo.

Ha cambiato il modo in cui osservavo me stessa.

Ha cambiato il modo in cui comprendevo ciò che vivevo.

Ha cambiato il modo in cui iniziavo a fare scelte diverse.

Perché non mi serviva aggiungere altra consapevolezza.

Mi servivano strumenti. Mi serviva azione.

Una porta non serve a essere guardata

Serve ad essere attraversata.

Ed è qui che vedo tante persone fermarsi.

Leggono.

Ascoltano.

Comprendono.

Riconoscono.

Ma restano sulla soglia.

Perché comprendere è rassicurante.

Agire richiede presenza.

Richiede responsabilità.

Richiede la disponibilità ad attraversare qualcosa senza avere la certezza assoluta di come sarà dopo.

Non hai bisogno di capire ancora di più

Hai già capito abbastanza.

Sai già quali dinamiche continui a vivere.

Sai già quali parti di te continui a ignorare.

Cosa stai facendo concretamente con tutto quello che hai compreso?

Perché arriva un momento in cui non serve accumulare altra consapevolezza.

Serve iniziare ad attraversare quella porta.

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